9 marzo 2021

9 marzo 2021

9 marzo 2021

E così è passato un anno da quel giorno in cui fummo testimoni di una pagina importante della storia.
Quel giorno tutto si fermò, le luci si spensero, i rumori si attutirono e noi restammo in casa a guardare dalla finestra il tempo che silente e lento scorreva, con l’orecchio teso alle ultime notizie del Tg.

Dubbi, paure e tanta incertezza, per quanto ci avrebbe atteso di lì a chissà quando, cominciarono ad abitare nei nostri pensieri, più di quanto normalmente non fosse già.
E noi lì, fermi, in attesa, in una lunga attesa, tra tante domande a cui nessuno sapeva rispondere.

La nostra vita sembrava la pagina di un romanzo, la scena di un film di fantascienza, ma non era una trama inventata, era la nostra nuova realtà e noi dovevamo attraversarla, nonostante fosse un percorso sconosciuto ed impervio.
Un abito scomodo da indossare.

Tutto all’improvviso sembrò perdere di colore, lo spazio si restrinse e le distanze aumentarono.
Venne meno la libertà e la possibilità di viverla.

Fu allora che probabilmente ci accorgemmo che valore avesse la libertà e tutto quello che fino al giorno prima riempiva i nostri giorni e che davamo per scontato.

Luoghi, abitudini e persone.

Fu allora che dopo un iniziale sconforto provammo a reinventarci, a scoprire nuovi modi di fare e di essere, a tenerci compagnia in maniera diversa, a sorridere con gli occhi, a stare vicini nonostante le distanze.

Bisogna perdersi per potersi ritrovare.
Separarsi per capire di appartenersi.
Sentirsi bisognosi per muoversi alla ricerca di ciò che manca.
Ed è cosi che abbiamo fatto, fino ad arrivare ad oggi.

Un anno fa una forte crisi ci ha investiti, minando la nostra stabilità ma dandoci, allo stesso tempo, la possibilità effettuare cambiamenti, di rimettere in ordine i nostri spazi interni ed esterni e di riprendere il cammino per una strada diversa ma sempre verso una meta, vecchia o nuova che fosse.

E se c’è sempre un punto o un momento per ricominciare, quello lo è stato.
La pandemia ci ha tolto molto, compresi gli affetti, ma ci ha dato l’opportunità di imparare tanto e guadagnare prospettive nuove per chi le ha volute guardare o sta provando ancora a farlo.

Ad un anno dal quel forte cambiamento che ci ha investiti mi auguro che i nostri occhi abbiano imparato ad essere sempre pronti a guarda l’oltre e l’altrove, il cuore preparato ad accoglierlo, la mente aperta per comprenderlo e il passo spedito per raggiungerlo.

E’ andato tutto bene?
Non lo so, ma siamo ancora qui a chiedercelo.

Buon cammino e coraggio!

Ricorda di essere come un cactus: forte, capace di adattarsi e di fiorire sempre.

Antonella.